Categories: "Così è la vita..."

2016... Felice anno nuovo

0808-0101-2016201620162016 | by Paolo Sala | Categories: Vacanze
2016... Felice anno nuovo
Un felice 2016 a tutti i lettori!!!

 

Nuovo Nome, nuovo indirizzo

1212-1010-2015201520152015 | by Paolo Sala | Categories: Amici

Grandi novità all'orizzonte!!! Fra breve il blog transiterà da http://www.pnpw.com a http://blog.ingsala.com. Una scelta di semplificazione, risparmio e innovazione. Aggiornate i vostri bookmark!!!

 

Italy:It's not just BungaBunga

0808-0202-2015201520152015 | by Paolo Sala | Categories: Così è la vita...
 

Italia, hai 150 anni: smettila di avere paura.

2525-0303-2011201120112011 | by Paolo Sala | Categories: Così è la vita...

Cara Italia,

pochi giorni fa hai computo 150 anni. Una bella età non c’è che dire, e te la porti bene. Ora sei grande e sarebbe ora che iniziassi a prenderti un po’ di responsabilità:



Suscita nei tuoi politici il coraggio necessario per lavorare perseguendo il bene del paese e non il loro tornaconto personale. Se il nucleare è indispensabile per liberarti dalla sudditanza energetica dall’estero è giusto perseguirlo. E’ impopolare? Farà perdere le elezioni? Ma che importa, l’importante è che tenga acceso il motore industriale che è fondamentale per la tua vita, che da’ lavoro ai tuoi figli e che deve continuare a crescere per tenerti viva e forte.

Esortali affinché difendano le tue industrie dall’aggressione di quei partner europei che non hanno ancora capito che l’era del colonialismo è finita con la seconda guerra mondiale. Quegli stessi partner che ti hanno trascinato in una guerra per conquistare il loro petrolio. Altro che liberare la popolazione civile, cara Italia; stai sollevando il tuo braccio per schiacciare la libertà di un paese per riportare i colonizzatori in un paese che perderà il possesso delle tue risorse. Quegli stessi colonizzatori che nascondono un’aggressione dietro una delibera dell’ONU: erano già pronti, avevano già fatto alzare i caccia prima ancora che la decisione fosse presa. Avvicina i fatti, rendi i tuoi figli meno miopi, permetti a tutti di capire quanto è sbagliata questa guerra.



Scuoti cara Italia quei tuoi figli che si nascondono dietro un’ideologia per proteggere privilegi insostenibili che frenano la crescita e scoraggiano gli investimenti sul tuo territorio. Spiega loro come il paese abbia bisogno di aziende per garantire a tutti il diritto costituzionale al lavoro. Permettigli di accorgersi che la regola dei “NO, senza se e senza ma” distrugge e non crea, soffoca e spegne.



Non permettere più, cara Italia, che i tuoi figli innocenti siano accusati per anni prima che la loro innocenza sia provata. Che i giornali e la televisione, tanto importanti per garantire la libera circolazione delle idee, infanghino chi per il tuo ordinamento giuridico è a tutti gli effetti “innocente, fino a prova contraria".

L’elenco è lungo purtroppo, troppo lungo per un paese che vuole garantire la libertà dei suoi cittadini.



E soprattutto vivi Italia, continua a meravigliare il mondo con le tue bellezze. Illumina il viso dei vecchi e dei nuovi italiani, anche se sono un po’ abbronzati o con gli occhi a mandorla, permetti loro di continuare a lavorare ad amare a sognare come hanno fatto per un secolo e mezzo. Quel secolo e mezzo che ti ha reso grande, unica, inimitabile.



Buon compleanno Italia!!!

 

Scende la pioggia...

0101-1111-2010201020102010 | by Paolo Sala | Categories: Così è la vita...

Ciao,

è passato un bel po’ di tempo dall’ultimo post e di acqua ne è passata sotto i ponti (non si tratta solo di una metafora visto il tempo):

Ad esempio ho corso un’altra mezza maratona (Cremona) migliorando il mio PB (che ho scoperto voler dire Personal Best) e mi accingo a correrne un’altra (Il basso garda).

Ho deciso di cavar fuori la mia penna digitale in questa grigia giornata di pioggia soltanto per condividere con voi l’emozione di una poesia:

Taci. Su le soglie

del bosco non odo

parole che dici

umane; ma odo

parole più nuove

che parlano gocciole e foglie

lontane.

Ascolta. Piove

dalle nuvole sparse.

Piove su le tamerici

salmastre ed arse,

piove sui pini

scagliosi ed irti,

piove sui mirti

divini,

su le ginestre fulgenti

di fiori accolti,

sui ginestri folti

di coccole aulenti,

piove sui nostri volti

silvani,

piove sulle nostre mani

ignude,

sui nostri vestimenti

leggieri,

su i freschi pensieri

che l’anima schiude

novella,

su la favola bella

che ieri

l’illuse, che oggi m’illude,

o Ermione

Odi? La pioggia cade

su la solitaria

verdura

con un crepitio che dura

e varia nell’aria

secondo le fronde

più rade, men rade.

Ascolta. Risponde

al pianto il canto

delle cicale

che il pianto australe

non impaura,

nè il ciel cinerino.

E il pino

ha un suono, e il mirto

altro suono, e il ginepro

altro ancora, stromenti

diversi

sotto innumerevoli dita.

E immersi

noi siam nello spirto

silvestre,

d’arborea vita viventi;

e il tuo volto ebro

è molle di pioggia

come un foglia,

e le tue chiome

auliscono come

le chiare ginestre,

o creatura terrestre

che hai nome

Ermione.

Ascolta, ascolta. L’accordo

delle aeree cicale

a poco a poco

più sordo

si fa sotto il pianto

che cresce;

ma un canto vi si mesce

più roco

che di laggiù sale,

dall’umida ombra remota.

Più sordo e più fioco

s’allenta, si spegne.

Sola una nota

ancora trema, si spegne,

risorge, treme, si spegne.

Non s’ode voce del mare.

Or s’ode su tutta la fronda

crosciare

l’argentea pioggia

che monda,

il croscio che varia

secondo la fronda

più folta, men folta.

Ascolta.

La figlia dell’aria

è muta; ma la figlia

del limo lontane,

la rana,

canta nell’ombra più fonda,

chi sa dove, chi sa dove!

E piove su le tue ciglia,

Ermione.

Piove su le tue ciglia nere

sì che par tu pianga

ma di piacere; non bianca

ma quasi fatta virente,

par da scorza tu esca.

E tutta la vita è in noi fresca

aulente,

il cuor nel petto è come pesca

intatta,

tra le palpebre gli occhi

son come polle tra l’erbe,

i denti negli alveoli

son come mandorle acerbe.

E andiam di fratta in fratta,

or congiunti or disciolti

(e il verde vigor rude

ci allaccia i malleoli

c’intrica i ginocchi)

chi sa dove, chi sa dove!

E piove su i nostri volti

silvani,

piove sulle nostre mani

ignude,

sui nostri vestimenti

leggieri,

su i freschi pensieri

che l’anima schiude

novella,

su la favola bella

che ieri

m’illuse, che oggi t’illude,

o Ermione.

G. D’annunzio, La pioggia nel pineto

 

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