Master & Commander

0404-1010-2008200820082008 | by Paolo Sala | Categories: Con le pinne, il fucile, e gli occhiali...

Scrivo questo post per segnalare a tutti gli appassionati di romanzi di mare, di avventura e storici un autore che ho scoperto quest’estate e di cui sto divorando tutti i romanzi.

Si tratta di Patrick O’Brian (1914-2000).

La gran parte della sua produzione letteraria è costituita dai 20 romanzi di mare che raccontano l’epopea del capitano di fregata Jack Aubery e del dottor Maturtin nei mari di tutto il mondo.

Si tratta di romanzi storici ambientati nell’ottocento inglese. Dalle rozze e morbide pagine dell’edizione economica TEA (5? a volume) riprendono vita le corvette, le navi equipaggiate per la guerra di corsa e i grandi e lussuosi mercantili della Compagnia delle Indie. Ci si trova letteralmente a bordo di una nave a vela della Royal Navy, tra vele terzarolate e mozzi arrampicati sulle crocette dell’albero di gabbia. Si sentono le drizze dei velacci tendersi, si sente il rombo dei cannoni e l’odore della polvere, il rullo dei tamburi che chiamano ai posti di combattimento. Letture consigliata anche per chi non si intende di termini velici e marinari. In fondo a ogni volume si trova infatti un ottimo glossario che contiene anche un illustrazione di un veliero annotata fino al più piccolo dettaglio.

Cosa aspettate quindi liberate la vela di maestra, sciogliete velacci e controvelacci e lanciatevi anche voi insieme al capitano Aubery nella sua prima avventura dal titolo: “Primo Comando” (da cui è stato tratto anche il film Master & Commander.

Video da Master & Commander:

Link Utili:

Pagina Wikipedia su Parick O’Brian

IBS.it - Primo Comando

 

Io ti chiesi

0404-1010-2008200820082008 | by Paolo Sala | Categories: Così è la vita...



Io ti chiesi perché i tuoi occhi

si soffermano nei miei

come una casta stella del cielo

in un oscuro flutto.




Mi hai guardato a lungo

come si saggia un bimbo con lo sguardo,

mi hai detto poi, con gentilezza:

ti voglio bene, perché sei tanto triste


Hermann Hesse

 

Kong-Fu panda: Siete pronti a sentire il tuono?

0808-0909-2008200820082008 | by Paolo Sala | Categories:

Sabato si è allocata la Panda-serata.

Il film è gradevole, ci sono ottime battute e una bella morale.

Lo consiglio caldamente. Alla prossima.

 

Paris at night

2828-0808-2008200820082008 | by Paolo Sala | Categories: Così è la vita...

Paris at night

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte

Il primo per vederti tutto il viso

Il secondo per vederti gli occhi

L’ultimo per vedere la tua bocca

E tutto il buio per ricordarmi queste cose

Mentre ti stringo fra le braccia.

Jacques Prévert

 

La rabbia e l'orgoglio

0404-0808-2008200820082008 | by Paolo Sala | Categories: Di coloro che ci governano...

Vergogna, vergogna, vergogna.

Sto leggendo l’ultimo romanzo di Hesseni (noto al grande pubblico per “Il cacciatore di aquiloni") che si intitola “Mille spendidi soli” e sono fortemente turbato.

Nel romanzo, ambientato in Afganistan, si narra la storia di due donne Marian e Leila entrambe condannate ad una vita ignobile dapprima dalle tradizioni islamiche e poi dalla loro enfatizzazione ad opera dei talebani.

La prima è una harami, una figlia inlegittima (bastarda si direbbe in tono dipregiativo), che per il peccato di suo padre si trova a vivere un infanzia d’inferno interrotta bruscamente da un matrimonio combinato con un uomo spietato e senza cuore. La seconda è una ragazza che passa la giovinezza all’europea nella Kabul sovietica per poi trovarsi catapultata nella vita e nel matrimonio (come seconda moglie) della prima, con lo scoppiare della guerra di liberazione dai sovietici.

Un solo sentimento è lecito leggendo quelle pagine: un profondo senso di orrore e disgusto.

Sembra di leggere un romanzo degli orrori: il marito che pesta a sangue le mogli che le obbliga a masticare sassi dicendo che non hanno cotto bene il riso, che le rinchiude senza cibo ne acqua nelle loro stanze, avendo avuto prima cura di sigillare ogni via d’uscita e di trasformare quindi le stanze in forni.

Un regime che ha come sola legge la mortificazione delle donne in qualsiasi forma. Ospedali moderni e ben forniti per gli uomini e ospedali fatiscenti e privi di qualsiasi presidio per le donne: niente acqua, ossigeno e men che meno farmaci o guanti sterili.

Purtroppo però non è un romanzo degli orrori… è la verità.

E se penso che, quando si parlava della guerriglia talebana che cercava di mantenere le posizioni in Afganistan, qualche nostro esponente politico la paragonava alla resistenza partigiana il senso di disgusto cresce ancora di più. Quale offesa per i nostri partigiani, quale offesa per gli italiani tutti.

Non c’è niente che possa giustificare quello che queste bestie hanno fatto, perchè di bestie si tratta.

Invito tutti a procurarsi una copia di questo libro e a rendersene conto. A provare l’orrore che provo io in questo momento.

Tengo a precisare che io non ho nessun problema con i mussulmani. Che rispetto il loro credo e la loro religione e che non è perchè sono cristiano che sono indignato. Il sentimento d’indignazione che ho provato leggendo quelle pagina va ben oltre la fede. Fa parte di quella che è la coscenza, che è innata in ogni uomo sia esso cristiano, buddista, mussulmano o ateo.

Sarei indignato anche se fossero stati dei cristiani a commettere quegli atti (infatti ritengo inqualificabili i vari atti di violenza familiare, che riempono le pagine dei nostri quotidiani, che non mi dilungo ad elencare in quanto vi saranno sicuramente noti).

Invito ancora tutti a procurarsi il libro e a leggerlo. Non importa quello che si crede di spaere sull’argomento. E’ fondamentale leggerlo, veder davanti agli occhi alcune scene, solo così si potrà capire.

E a tutti quelli che ancora difendono i talebani o determinati comportamenti verso le donne (quelli descritti nel libro) dico ancora:

Vergogna, vergogna, vergogna.

E a coloro che hanno compiuto o compiranno tali atti: il mio lessico non contiene abbastanza insulti e insulti abbastanza pesanti da rivolgere loro, ma devono sappere che un giorno saranno giudicati, prima o poi moriranno e qualcuno li giudicherà. E non importa se si chiamerà Allah o Cristo, o Budda, o Shiva: pagaranno per la loro malvagità, non so se finiranno all’inferno (come io credo) o se si reincarneanno in una particella di planchton, ma sono certo che non rimarrammo impuiti.

 

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